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INTERVISTE
 
 

“Non mi sono mai sentito un insegnante, ma un artigiano della didattica che gestisce una bottega con giovani apprendisti di grande talento dove grandi maestri arrivano per completare l’opera di quel quadro musicale di cui la natura ha già prestabilito la genialità. Una formula che esisteva già nel '500 e che, anche senza allontanarci nel tempo, rispecchia la storia della nostra città: quante piccole botteghe di Imola sono diventate aziende e poi industrie. Molte persone sono stupite che a Imola sia nata un’Accademia Pianistica, forse questa perplessità è comprensibile, perché il prodotto della nostra bottega è difficile da capire, è impalpabile, misterioso, prezioso, non si può toccare ma soltanto ascoltare. Però, nonostante tutto, siamo riusciti a farlo apprezzare in tutto il mondo. Sarebbe mortificante se l’Accademia non fosse considerata un prodotto della nostra città poiché, in genere, gli artigiani sono orgogliosi del proprio mestiere e delle proprie origini. Vorrei essere considerato uno di loro”.

Franco Scala (pianista, insegnante, fondatore degli "Incontri col Maestro di Imola")

"Suonare non è un atto di dimostrazione, né un momento di spettacolo.
È un modo di essere, di sognare, una ragione di vita.

Suonare è la condivisione di un'arte assoluta e sempre nascente come la Musica,
attraverso un mezzo fatto di materia densa e vivente: il suono"

Roberto Giordano (pianista)

Angela Maria Gidaro (direttore artistico dell'Accademia Pianistica di Imola)

"Un bravo accordatore a mio parere deve conoscere la musica non solo classica ma anche altri generi ma soprattutto deve avere un grande rispetto per il pianista che in un'ora mette a disposizione di tutti milioni di ore di studio fatte in solitudine, da solo in una stanza con il pianoforte. Mettere in ordine il pianoforte, prepararlo per un programma che sarà eseguito quella sera è la prima forma di rispetto per il pianista che ci mette la faccia ed è l'unico che rischia di essere criticato".

Aldo Santarpino (tecnico/accordatore)

"Penso che in alcuni mestieri d’arte, la passione e soprattutto l'intuito abbiano portato ad applicare dei principi o delle leggi ancora prima che queste fossero ben comprese o comunque spiegate scientificamente; il pianoforte ne è certamente un esempio.
Il mio percorso inizia andando a lezioni private di piano da un Maestro di pianoforte classico, che mi fece appassionare allo strumento ed alla cultura del “bel suono”. In seguito nel 1983 la mia passione tecnica per gli strumenti meccanici mi porta ad allestire un laboratorio-studio sotto casa (dove allora abitavo) e studiare la storia tecnico-costruttiva dei pianoforti moderni realizzati negli ultimi 100-120 anni."

Luigi Borgato (costruttore di pianoforti a coda BORGATO)

"Il regista non e' il padrone di una cosa tutta sua. E' una persona che dovrebbe mettersi al servizio di chi ha scritto quella musica e quel libretto cercando di interpretare che cosa c'e' li' dentro.Tante volte invece il regista segue una sua visione senza preoccuparsi di vedere se essa e' ancorabile a quella musica e a quella storia."

Serenella Gragnani (scrittrice, regista d'opera, psicologa)

"Comunque c’è da dire che è molto difficile trovare le voci di un tempo anche perché oggi non c’è più tempo per crescere, i giovani per sfondare devono cantare cose che gli fanno rischiare la carriera e poi non possono più tornare indietro nel repertorio e se un artista canta per troppi anni un repertorio dopo diviene un routine e gli viene chiesto di cambiare repertorio e allora iniziano i rischi. Insomma oggi non si da più il tempo a un artista per crescere. Al primo errore ti mettono in seconda fila."

Massimo Cavalletti (cantante lirico)

Ekaterina Mecetina,(pianista)

"Ogni volta che un interprete suona, cerca di far sì che l'idea che ha in quel momento sia la migliore. Ovviamente, è solo la migliore tra quelle che è riuscito a trovare. Non so se è possibile avere un'idea definitiva su una musica. È vero che è già scritta,
però il nostro modo di rapportarci con essa è diverso di volta in volta."

Federico Nicoletta (pianista)

L'idea di questa intervista fatta di una sola domanda e' nata all'improvviso da una conversazione con una signora russa in cui abbiamo parlato di musica e del ruolo del pubblico nella vita di un artista. Una domanda semplice ma nello stesso momento molto filosofica, profonda e interessante: "Perche' a un musicista/artista serve il pubblico?" Nella nostra conversazione, la signora ed io abbiamo parlato solo di pianisti, ma a partecipare a questa discussione ho deciso di invitare anche altre persone la cui vita e' collegata alla musica e al teatro lirico.

Vorrei ringraziare Carlo Colombara, Serenella Gragnani, Roberto Giordano, Ekaterina Mecetina, Giancarlo Monsalve, Mattia Campetti, Federico Nicoletta, Fabio Menchetti, Federico Favali e Francesco Grano per aver accettato subito e con piacere la mia proposta, per la gentilezza dimostrata e per le risposte cosi' diverse, sincere e profonde. Secondo me il risultato e' bello e imprevisto!

Ilide Carmignani (traduttrice)

"In Italia questo mestiere, l'attore, è spesso "improvvisato" in Russia invece "giocano" seriamente con questa arte!"

Marco Brinzi (attore)

"Amo il barocco e la musica moderna, mi diverto tra Haendel e Stravinsky, ma il mio amore per l'opera è innato e viscerale, dunque canto a perdifiato (in macchina) tutto il repertorio belcantisico italiano fino a Verdi e Puccini...
Vorrei mettere in scena Carmen, il mio primo grande amore, e Macbeth, perché adoro Verdi che fa Shakespeare! I progetti sono pronti, resta trovare il posto dove farli!"

Stefania Panighini (regista d'opera)

" Il 2016 è stato il più intenso per me, ho passato tanti bellissimi momenti, dal debutto del Viaggio a Reims a Zurigo, coprire il ruolo di Juan Diego a Pesaro, debuttare al San Carlo di Napoli, ma soprattutto la nascita di mia figlia, che rende tutto più bello e tutto ha più senso".

Francisco Brito (cantante lirico)

"Lucca e' una delle citta' piu' affascinanti! Deve diventare una capitale della musica a livello mondiale perche' ci sono tutti i presupposti per farlo.
Pero'questa cosa deve essere gestita a livello internazionale, perche' se facciamo le cose a livello locale non alzeremo mai questa barriera."

Mattia Campetti (cantante lirico)

Miei cari lettori
Stavolta vorrei presentarvi alcuni bravi giovani artisti. Potete ascoltarli non solo a Lucca e in altre citta' italiane, dove si esibiscono spesso, ma anche nei diversi Paesi del mondo.

Ho ascoltato tutti loro per la prima volta all'Oratorio degli Angeli Custodi di Lucca. Max Jota, Fabio Menchetti e Aldo Dotto.

"Niente succede per caso.

Tutte le scelte successive fatte nella mia vita probabilmente sono dovute anche alla ginnastica. Lo sport mi ha lasciato il carattere."

 

Silvia lazzarini (una pasticciera che fa l'istruttrice di fitness)

"Da buon lucchese vi dico Puccini, da buon italiano Verdi e da grande appassionato di Musica Mozart! Ma non posso vivere senza Bach, Beethoven, Ciaikovskij…

questa domanda è troppo difficile!!!
L’elenco non finirebbe mai, mi piace ascoltare di tutto e sono insaziabile!"

Mattia Campetti (cantante lirico)

" La musica di oggi e' il mondo di oggi. Cosa vuol dire essere un compositore di oggi?
Raccontare il mondo di oggi in un linguaggio di oggi che pero' per forza deve comunicare qualcosa. La gente ha un estremo bisogno d'arte, oggi come ieri.
Pero' di arte vera."

Federico Favali (compositore)

 
 
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