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Penso che in alcuni mestieri d’arte, la passione e soprattutto l'intuito abbiano portato ad applicare dei principi o delle leggi ancora prima che queste fossero ben comprese o comunque spiegate scientificamente; il pianoforte ne è certamente un esempio.

 

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Esistono dei mestieri che, dal mio punto di vista, assomigliano a vere e proprie magie. Tra questi, la costruzione dei pianoforti a coda. Le persone che fanno questi favolosi strumenti musicali sono dei maghi! Come fanno persone di talento a raggiungere una tale maestria? Dove e come imparano a costruire questi bellissimi strumenti? Quanto tempo ci vuole per fare un piano? Qual è la cosa più difficile in questo processo? Queste sono domande che mi sono sempre posta e a cui ho sempre desiderato ricevere una risposta. Credo sia molto interessante non solo per me ma anche per tutti coloro che suonano il pianoforte e che l’ascoltano.

Ho deciso di indirizzare le mie domande a Luigi Borgato, uno dei più famosi costruttori contemporanei di pianoforti a coda.

È molto difficile descrivere le emozioni che ho provato con questa intervista. Innanzitutto, ho avuto la sensazione di poter avvicinarmi al processo della nascita di un pianoforte a coda. Ma questa emozione è diventata ancora più forte quando ho visto e capito che tutto il processo è manuale. Credo che tutto il procedimento sia da ammirare! Ma soprattutto, è da ammirare il protagonista di questa intervista, le sue conoscenze, le sue capacità, la sua intelligenza!

Mentre preparavo questa intervista, ascoltavo Roberto Giordano suonare un classico pianoforte a coda Borgato. E non riuscivo a smettere di pensare allo strumento particolare che il signor Borgato ha costruito. È il DOPPIO BORGATO. Credo che, tra i pianoforti contemporanei, sia un miracolo. È una realizzazione di idee basate su tante conoscenze. Da questo punto di vista Luigi Borgato non è un semplice costruttore ma anche un inventore. Per me può essere paragonato ai personaggi del Rinascimento, che cercavano di realizzare idee nuove, inizialmente considerate "strane" ma poi diventate grandi innovazioni.


Marina: Signor Luigi, la ringrazio per la sua gentilezza e per l'opportunità di questa intervista. Scoprire come viene costruito il re degli strumenti musicali e conoscere uno dei più famosi costruttori contemporanei è un grande piacere, non solo per me ma anche per tutti i lettori dei miei siti.

Come ha deciso di diventare un costruttore di pianoforti? Dove ha studiato e dove ha imparato questo mestiere? Come è stato il suo percorso professionale?


Luigi Borgato: Penso che in alcuni mestieri d’arte, la passione e soprattutto l'intuito abbiano portato ad applicare dei principi o delle leggi ancora prima che queste fossero ben comprese o comunque spiegate scientificamente; il pianoforte ne è certamente un esempio.

Il mio percorso inizia andando a lezioni private di piano da un Maestro di pianoforte classico, che mi fece appassionare allo strumento ed alla cultura del “bel suono”. In seguito nel 1983 la mia passione tecnica per gli strumenti meccanici mi porta ad allestire un laboratorio-studio sotto casa (dove allora abitavo) e studiare la storia tecnico-costruttiva dei pianoforti moderni realizzati negli ultimi 100-120 anni.

Alla fine dell’anno del 1986 assieme a mia moglie Paola, dopo aver visitato la casa di L.Van Beethoven a Bonn, ispirandomi ad un’idea stessa di Beethoven, da autodidatta, decisi di progettare e costruire un pianoforte da concerto dotato di quattro corde percosse per nota da metà tastiera agli acuti (44 tasti brevetto BORGATO).

Per quanto riguarda gli studi, in Italia non esistono scuole dove si possa apprendere il mestiere di tecnico-costruttore di pianoforti.

M: So che ha costruito il suo primo strumento all’età di 28 anni. Ricorda le sue impressioni? È rimasto soddisfatto del risultato?

LB: All’età di 28 anni nel 1991 presentai il mio primo pianoforte da concerto ad un congresso Europeo per tecnici-accordatori “Europiano” svoltosi a Pesaro, furono cinque giorni di continue ovazioni soprattutto da parte di tecnici molto affermati a quel tempo.

 

 

 

 

M: I pianoforti a coda Borgato sono completamente fatti a mano? Quanti strumenti in un anno produce la sua ditta e chi sono i suoi clienti?

LB: Attualmente produciamo due strumenti all’anno, e, tutti i pianoforti BORGATO vengono costruiti completamente a mano uno per uno, unica realtà di vero artigianato nel “campo” dei pianoforti. 

M: Quante persone lavorano nella sua fabbrica?

LB: La nostra realtà lontana dalle logiche produttive della fabbrica, è una piccola bottega artigiana dove lavorano tre persone.

M: Che differenza fondamentale c’è tra un Borgato e altre marche famose?

LB: Un pianoforte da concerto BORGATO si differenzia per il suo innovativo progetto, per la scelta e qualità dei materiali utilizzati, per le lavorazioni tutte fatte a mano, e soprattutto, per la sua gamma sonora che permettere al pianista di poter ottenere sempre un timbro chiaro in tutti i registri sia nel produrre i suoni “pianissimi” e sia nel produrre i suoni “più intensi”.

M: Nel mondo, sono molte le fabbriche che producono pianoforti a coda da concerto? È difficile fare concorrenza?

LB: Attualmente sono moltissimi i marchi nel mondo che hanno nei loro cataloghi il pianoforte da concerto. Credo che nel mondo ci sia spazio per tutti, anche se purtroppo sono pochissimi i produttori di pianoforti di alta qualità. Per quanto ci riguarda le richieste di pianoforti BORGATO sono in crescita.

M: Quanto tempo ci vuole per fare un pianoforte a coda?

LB: Per realizzare un nostro pianoforte da concerto ci vogliono circa 1120 ore di lavoro manuale.

M: Che cos’è più difficile nel processo di costruzione di un pianoforte a coda?

LB: Gli ostacoli più problematici da risolvere durante la progettazione e la costruzione sono: la realizzazione del telaio in ghisa, la tavola di risonanza (tavola armonica) e progettare una buona tastiera-meccanica.

 

 

 

 

M: Che tipo di legno viene usato per la costruzione dei pianoforti Borgato?

LB: Le varietà di legno utilizzate in un pianoforte BORGATO sono: acero, betulla, carpino bianco, ebano, faggio, larice, mogano, noce, palissandro, rovere e abete di risonanza per le tavole armoniche.

M: Come vengono fatte le prove e chi fa i test di un nuovo strumento?

LB: Durante tutte le fasi di costruzione i nostri pianoforti sono continuamente testati. Poi a strumento ultimato, con la collaborazione di pianisti professionisti, si fanno gli ultimi test al suono ed alla meccanica-tastiera.

M: Borgato produce solo pianoforti a coda concertistici oppure anche altri pianoforti?

LB: Attualmente produciamo due modelli:
• il Gran Coda da Concerto BORGATO L 282
• ed il modello DOPPIO BORGATO: un doppio pianoforte da concerto con pedaliera già presentato al pubblico nel settembre del 2000.

M: Nel 2000 a Perugia lei ha presentato IL DOPPIO BORGATO. Signor Luigi, racconti per favore, la storia della costruzione di questo straordinario strumento musicale. Che cosa le ha ispirato l’idea di farlo? Nella storia della costruzione dei pianoforti qualcuno ha già provato a realizzare qualcosa di simile? 

LB: A metà degli anni 80 assieme a Paola (oggi mia moglie), visitai alcuni musei importanti di strumenti musicali storici: il museo del conservatorio superiore di Parigi dove viene conservato il pianoforte con pedaliera Erard di C.V.Alkan, il museo degli strumenti storici di Vienna dov’è conservato un pedalflügel del 1815 simile al fortepiano con pedaliera che Mozart stesso si era fatto costruire da Anton Walter, poi a Norimberga, Bruxelles, Lipsia, Monaco, L’Aia, Anversa, dove per la prima volta vidi molti clavicordi, clavicembali e fortepiani con aggiunte di pedaliere simili a quelle dell’organo. Poi la curiosità mi portò a scoprire composizioni scritte per clavicembalo e pianoforte con pedaliera e così a poco a poco iniziai a progettare e a costruire il primo doppio pianoforte gran coda da concerto moderno con pedaliera, aumentandone le possibilità espressive rispetto ai predecessori ottocenteschi.

M: Quali possibilità offre il DOPPIO BORGATO ad interpreti e compositori contemporanei?

LB: Nel passato J. S. Bach possedeva un clavicembalo con due manuali e pedaliera per il quale compose le Trio sonate, la Passacaglia e altre opere. I compositori che scrivono e dedicano un po’ di interesse al pianoforte con pedaliera sono W.A.Mozart, R.Schumann, F.Liszt, C.V.Alkan, Charles Gounod, Camille Saint-Saëns. Oggi sono sempre più convinto che il “DOPPIO BORGATO” abbia aperto una nuova pagina nel campo musicale, poiché questo strumento offre nuove possibilità a nuovi compositori e interpreti.

M: Il DOPPIO BORGATO esiste ormai da 16 anni. In questo periodo di tempo, si è per caso svilupata una categoria di musicisti che fa abitualmente dei concerti con questo pianoforte particolare? Magari ci sono anche dei compositori che hanno scritto delle opere per il DOPPIO BORGATO?

LB: I primi musicisti che già nel 2000 hanno scritto appositamente per DOPPIO BORGATO sono i Maestri Franco Oppo con una composizione dal titolo “Freu dich sehr o meine Seele" e Fabrizio Marchionni con “S'Indàssa”. Poi nel 2001 il francese Jean Guillou compone appositamente per lo strumento "Epitases" incidendo l’opera ed altre composizioni al DOPPIO BORGATO per la Philips. Successivamente verso in 2005 l’americano Charlemagne Palestine registra su DOPPIO BORGATO un doppio CD intitolato “Compositions for pedal piano”, Cristian Carrara nel 2011 scrive “Meditation" per pianoforte con pedaliera e orchestra. Altre pagine musicali sono state scritte da altri musicisti: Giorgio Carnini, Mirco Bruson, Ennio Morricone, Cameron Carpenter.

Colgo l’occasione per consigliare un CD da collezione in prima registrazione mondiale Con il M° Mirco Bruson BEETHOVEN – SCHUMANN – FRANCK - BACH at the piano with pedalboard DOPPIO BORGATO che si puo' richiedere direttamente al nostro indirizzo o scaricare da CD Baby www.cdbaby.com/cd/mircobruson1

 

 

 

 

M: Posso ipotizzare che il DOPPIO BORGATO può essere suonato dagli organisti ad esempio come il famoso compositore e organista americano Cameron Carpenter. Invece, per quanto riguarda i pianisti classici, è uno strumento complicato da suonare?

LB: Diciamo che trattandosi di un doppio pianoforte con pedaliera, per suonare il DOPPIO BORGATO è necessario conoscere la tecnica pianistica. Va sottolineato anche, che la pedaliera aziona un pianoforte con tutte le possibilità dinamiche del piano e del forte, è quindi necessario sviluppare una nuova tecnica ai piedi, abbastanza diversa da quella organistica. La maggior parte dei musicisti che si sono avvicinati al DOPPIO BORGATO sono organisti che suonano anche il pianoforte. Ho constatato che ognuno di loro alla pedaliera, adotta una propria tecnica controllando il peso del piede, inoltre per il controllo del tocco alcuni utilizzano scarpe diverse, più morbide.

M: In Italia lavorano e abitano diversi famosi pianisti e musicisti russi. Le è mai capitato di collaborare con qualcuno di loro?

LB: Si, conosco molti musicisti russi e spesso mi capita di lavorarci assieme con i miei strumenti: Konstantin Bogino, Khatia Buniatishvili, Amir Tabenikhin, Anna Bulkina. E tra i Grandi musicisti mi piace ricordare le giornate trascorse con Lazar Berman, Vladimir Ashkenazy che venne a casa nostra per provare il DOPPIO BORGATO.

M: Dove si può acquistare un Borgato? Oppure ogni strumento viene fatto su richiesta?

LB: Attualmente per acquistare un nostro pianoforte c’è una lista di attesa, i tempi di consegna vanno dai 22 ai 24 mesi. Tutte le richieste di informazioni e d’acquisto possono pervenire direttamente al nostro indirizzo.

M: Che ne pensa, considerando la produzione di pianoforti di tutto il mondo, lo strumento ideale è gia stato fatto? Se sí, allora che strumento è? Secondo lei, è possibile costruire uno strumento ideale?

LB: Essendo ottimista, e considerato il continuo innalzamento del livello tecnico e artistico di moltissimi pianisti nel mondo, credo che in futuro aumenterà sempre più la richiesta di pianoforti di buona fattura. E per tutto questo sarà necessario costituire scuole di alta formazione tecnica-professionale, per poter apprendere questo “mestiere d’arte” di costruttore di pianoforti.

Personalmente credo sia stata la Musica scritta a dettare le regole e le linee principali che hanno guidato i costruttori di strumenti musicali nel loro percorso di ricerca, progettazione, creazione e perfezionamento. Nella veste di costruttore di pianoforti da concerto, il mio obbiettivo è realizzare un pianoforte che dia al pianista la possibilità di interpretare al meglio l’opera musicale, consentendogli di modulare il suono dal pianissimo più vellutato al fortissimo più percussivo, secondo gesti di interiore emotività. La mia finalità è creare uno strumento “ideale”; un'interfaccia tra il pensiero che il compositore fissa nella partitura e la contemplazione dell’interprete.

M: E nella sua casa, ha uno strumento? Di quale marca?

LB: Nella mia casa ho un mio pianoforte modello L 282 Gran Coda da Concerto.

M: Quale musica le piace suonare?

LB: La musica che ascolto e le partiture che leggo sono di compositori classici.

M: Signor Luigi, lei va spesso ai concerti di musica classica? E nei concerti pianistici quali pianisti preferisce ascoltare?

LB: Seguire i concerti e i pianisti con il mio pianoforte è un’altra parte importante del mio lavoro, e quando ascolto un pianista cerco di capire il suo stato d’animo e soprattutto il suo modo di interpretare le varie proposte musicali. Premesso che ascolto molto i pianisti del passato, credo che ogni buon musicista va ascoltato per la sua pregevole unicità, in alcuni casi considerata la vastità di opere che oggi si possono studiare, a volte alcuni pianisti dovrebbero scegliere meglio il repertorio più consono alla loro personalità-carattere per poter dare il meglio di se.

M: Come le piace passare il tempo libero? Cosa fare? Dove andare?

LB: Tempo libero non ne ho molto. Diciamo che oltre alla grande passione per la musica, amo conoscere persone che fanno cose diverse dalle mie, quando viaggio cerco di conoscere luoghi nuovi, e infine avendo un brevetto aeronautico coltivo la passione per il volo.

M: Che tipo di emozioni le regala la passione per il volo?

LB: Prima di tutto volare è una sana disciplina mentale e fisica: bisogna mantenere sempre una buona preparazione tecnica. Il volo mi rilassa e quando mi godo quei meravigliosi colori e infiniti panorami è come ascoltare della Grande Musica; ti accorgi che i confini ed i limiti artificiali costruiti dall’uomo “non esistono”!

M: Credo che siano in molti ad avere ammirazione, grande interesse e curiosità per quello che fa lei. QuaIi talenti umani, invece, appassionano e attirano l’attenzione di Luigi Borgato?

LB: Sono attratto da tantissime cose, difficile dire quali sceglierei. Credo che qualsiasi persona che svolge nel miglior modo un mestiere o professione dedicandovi la maggior parte della propria vita, possegga straordinari “saperi” che meritano di essere conosciuti. Quanto a me, ringrazio la vita per avermi dato occasioni e il previlegio di conoscere persone geniali e molto profonde.

M: Racconti per favore come è strutturata una giornata di lavoro e una giornata di riposo di Luigi Borgato?

LB: Una giornata di lavoro nella mia bottega potrebbe iniziare con la messa a punto e accordatura di un pianoforte per un concerto o una registrazione in corso; oppure costruendo una tavola armonica o seguendo la realizzazione-assemblaggio di qualsiasi altro componente del pianoforte. Dopo il lavoro oltre alla passione per il volo amo passeggiare con il mio cane, leggo, ascolto musica, vedo amici: le cose che credo facciamo un po’ tutti.

M: All’inizio della nostra conversazione ha detto che in Italia non esistono scuole dove si possa apprendere il mestiere di tecnico-costruttore di pianoforti. Non ha tra le idee future di organizzare dei corsi o aprire una scuola visto che lei ha esperienza e conoscenze molto preziose non solo da costruttore ma anche da inventore?

LB: Credo che oggi in Italia, considerare una scuola di altissima formazione per insegnare ai giovani il mestiere di tecnico-costruttore di pianoforti sia doveroso per il nostro paese. Vi sono scuole in Francia, Germania, Svizzera, Giappone e molti altri paesi. Più volte mi sono trovato a sottolineare questo “vuoto” con cariche istituzionali quali sindaci, assessori e direttori di conservatorio vari. L’idea di aprire una scuola piace molto a tutti! Poi, non Le nascondo che quando si inizia a prendere in esame seriamente la questione, tra gli innumerevoli ostacoli burocratici, e sempre più, la mancanza di fondi, il progetto ritorna in un bel cassetto.

M: Signor Luigi, secondo lei ha già costruito il suo strumento migliore, o questo è ancora da venire?

LB: Il mio pianoforte migliore lo sto ultimando proprio in questi giorni. Si tratta di un nuovo progetto innovativo: un pianoforte da concerto lungo più di metri 3,30 (attualmente il pianoforte più lungo al mondo) che presenterò nell’anno in corso!

(è possibile ingrandire tutte le fotografie)

 

sito ufficiale: www.borgato.it
foto di Luigi Borgato

Marina Nikolaeva/Mosca-Lucca, marzo 2017

 
 
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